Materiali di stampa: le nuove tendenze del mercato

Stampare seguendo la modaIl mercato attuale dei materiali di stampa sta vivendo in pieno la rivoluzione dell’e-commerce. Un numero sempre crescente di consumatori, infatti, sceglie internet come modalità primaria di acquisto di consumabili, per via dei numerosi vantaggi pratici ed economici legati al web.

Tendenze del mercato e acquisti online

Su internet si possono trovare moltissimi siti di e-commerce specializzati nella vendita di materiali di stampa: dalla carta fotografica ai toner, dalle cartucce alle carte speciali, e molto altro ancora. Scegliere internet per i propri acquisti significa, con pochi semplici click, godere di numerosi vantaggi a partire dalla vastissima gamma di prodotti disponibili che nessun negozio fisico sarebbe mai in grado di eguagliare. I prezzi praticati sul web sono inferiori anche del 15-20% rispetto a quelli dei punti vendita, senza dimenticare la possibilità di approfittare di promozioni ed offerte speciali. Parallelamente all’espansione del settore dell’e-commerce, purtroppo, si stanno moltiplicando anche le truffe ai danni dei consumatori. Per questo, è bene scegliere sempre con oculatezza il sito (o i siti) presso i quali effettuare i propri acquisti, magari documentandosi sulla loro reputazione attraverso siti specializzati o forum di consumatori. Tra i consumabili più venduti in assoluto, le statistiche riferite all’anno scorso rivelano che le cartucce di colore nero rimangono le più richieste. Al secondo posto troviamo i multipack per stampanti a colori, nei quali sono disponibili le cartucce dell’intera gamma cromatica (quadricromia oppure esacromia) a prezzi inferiori rispetto all’acquisto delle cartucce singole.

Acquistare toner hp e di altre marche online

Se si ha la necessità di acquistare un toner hp o di qualsiasi altra marca a prezzi vantaggiosi, internet dovrebbe rappresentare la prima scelta. Sul web operano numerosi siti di e-commerce sui quali acquistare sia toner hp originali che prodotti compatibili. La scelta dell’una o dell’altra tipologia varia in funzione della qualità di stampa desiderata, dal momento che solo con i toner hp originali la stampante è in grado di esprimersi alle sue massime potenzialità. Nulla vieta naturalmente di acquistare prodotti non originali, ma bisogna sempre stare attenti alle fregature e tenere presente che la qualità di stampa non sarà paragonabile a quella ottenuta da un toner hp originale.

Foto: Copyright: 2009 Helder Almeida

Scarpe: la moda bambino

Le scarpe per i bimbiSpesso le calzature vengono indossate per molte ore continuativamente, e questo vale sia per gli adulti che per i più piccoli. Ecco perché le scarpe per i bambini, oltre ad essere scelte in base alla loro estetica, devono anche essere sicure e comode per favorire il naturale sviluppo del piedino e una crescita sana.

Le diverse tipologie di scarpe per bambini

Analogamente a quanto accade per gli adulti, anche le linee di calzature per bambini sono molto variegate e ricche di modelli. Si va infatti dalle scarpe da ginnastica, perfette per la vita di tutti i giorni tra scuola e attività all’aria aperta, alle calzature più eleganti da indossare nelle occasioni speciali. Inoltre esistono calzature per l’estate e per l’inverno, realizzate sia per maschietti che femminucce, che oltre ad essere pratiche e sicure per il piede strizzano un occhio anche al design. Per certi versi, infatti, la moda bambino ha poco o nulla da invidiare a quella “dei grandi”, dal momento che anche gli stilisti più famosi si prestano volentieri a disegnare collezioni per i più piccoli, scarpe comprese. Anche se lo stile ha la sua importanza, il fattore da mettere al primo posto nella scelta delle scarpe per i bambini è la loro qualità. Le scarpe devono essere realizzate con materiali adatti, atossici e traspiranti, e presentare una suola ammortizzata antisdrucciolo.

Le ultime tendenze della moda bambino in fatto di scarpe

Fra i modelli di scarpe per bambini che non tramonteranno mai vi sono le scarpe sandalo, calzature pratiche e comode che possono essere messe e tolte anche dai bimbi più piccoli che ancora non hanno imparato ad allacciarsi le stringhe da soli. Grazie alla chiusura con il velcro, che può essere presente su una o due strisce, le scarpe sandalo sono in grado di mantenere il piede ben saldo evitando il pericolo di storte alla caviglia. Queste scarpe sono disponibili sia in modelli estivi, con la punta e parte della tomaia aperti, che in modelli più avvolgenti adatti anche alle mezze stagioni. Le scarpe per i bambini di solito sono realizzate con colori vivaci e simpatiche finiture, e tra i soggetti più apprezzati vi sono i personaggi dei cartoni animati e dei fumetti che nei più piccoli suscitano sempre un richiamo irresistibile.

Foto: glitzerfee – Fotolia

I guanti da signora: una moda intramontabile

I guanti da signora tra passato e futuroPer alcune sono solo un mezzo per ripararsi dal freddo e dal sole; per altre, invece, i guanti sono un vero e proprio must che fa la differenza qualsiasi sia l’abbigliamento che si decide di indossare. Quel che è certo è che, nel bene e nel male, l’importanza di questo indumento accessorio è notevolmente cresciuta negli ultimi cinquant’anni fino a rendere i guanti uno dei capi preferiti dalle donne di ogni età.

L’evoluzione dei guanti

In principio i guanti avevano uno scopo puramente funzionale. Essi, infatti, servivano esclusivamente a ripararsi dal freddo e, raramente, venivano indossati anche d’estate per riparare la pelle troppo chiara dai raggi del sole. In passato, quindi, non si badava molto alla qualità dei tessuti e alle sfumature della colorazione anche perché i guanti servivano esclusivamente a ripararsi dal freddo. In genere, quindi, erano confezionati in lana doppia o in tessuti impermeabili per coloro che li utilizzavano nelle zone di montagna. Il cinema, la musica e il mondo dello spettacolo, tuttavia, hanno contribuito all’evoluzione dei guanti che da strumenti riparatori sono diventati un mezzo di seduzione e di fascino. Oggi le più importanti case di moda del mondo producono guanti in tessuti pregiati e in tutte le gradazioni di colore possibile. Ci sono guanti per ogni età: le più giovani, ad esempio, li preferiscono in tessuti strech, neri o grigi e preferibilmente spuntati in modo da mettere in mostra le punte delle mani e lo smalto delle unghie che si sceglie in abbinamento al colore dei guanti. Le signore, invece, preferiscono guanti più importanti e sofisticati. I più eleganti restano quelli lunghi, aderenti, in raso o seta che fasciano la mano e il braccio fino ad arrivare – per alcuni modelli – sulla sommità del gomito. Si tratta di guanti importanti che, generalmente, sono confezionati in tessuti pregiati per essere abbinati con abiti da sera lunghi. Raramente, infatti, i guanti lunghi vengono indossati di giorno fatta eccezione per le signore nobili che li preferiscono anche in versione sportiva per assistere ad una corsa di cavalli o a una gara di polo.

Guanti corti e lunghi: differenze fra prezzi e tessuti

La maggior parte delle signore, tuttavia, preferisce guanti pratici e corti che, realizzati in pelle o tessuti raffinati, donano alla donna la medesima eleganza e raffinatezza dei modelli lunghi. I guanti corti, infatti, esistono in modelli e versioni diverse. I più gettonati restano quelli in pelle che variano dalle classiche tinte in nero e marrone alle cromature accese e allegre che rendono questo indumento adatto anche alla stagione estiva. Oltre ai tessuti e ai modelli, i guanti si sono evoluti anche nel prezzo. Sul mercato ne esistono per ogni tasca: si va dai pochi euro dei guanti venduti al mercato alle centinaia di migliaia di euro per i guanti realizzati dai grandi stilisti che si vendono nei negozi di lusso. Oltre alla marca e al tessuto, però, il prezzo dei guanti può variare di molto anche in base alle rifiniture e alle imbottiture: i più costosi restano quelli foderati in seta o pelliccia vera. Quel che è certo è che per le donne i guanti, analogamente alle scarpe e alle borse, stanno diventando un capo davvero irrinunciabile.

Foto: Marko Plevnjak – Fotolia

L’organizzazione del matrimonio: consigli per risparmiare

Come risparmiare durante i preparativi del proprio matrimonioAnno dopo anno, sposarsi costa sempre di più. Il giorno più bello della vita, dunque, rischia di diventare un vero e proprio incubo soprattutto quando il budget a disposizione è limitato e i costi aumentano sempre di più. L’associazione italiana dei consumatori ha calcolato che, in media, per un matrimonio si spendono circa cinquantamila euro. Una cifra che, tra le altre cose, sembra destinata ad aumentare.

Idee per un matrimonio low cost

Risparmiare sulle spese del matrimonio è possibile, ma è necessario pianificarle tutte e avere sin dall’inizio chiara la somma totale che si ha a disposizione per sposarsi. In tempi di crisi, dunque, è fondamentale non fare spese avventate e cercare di risparmiare su tutto ciò che di superfluo si tende ad acquistare in occasione del grande evento. I primi soldi che si possono risparmiare sono quelli spesi per gli inviti. Un modo originale e decisamente al passo coi tempi per invitare gli ospiti, infatti, è quello di avvertire tutti inviando un semplice sms o una e-mail. Con una ventina di euro, quindi, si possono risparmiare i primi trecento o quattrocento euro previsti per i tradizionali – e spesso antiquati – inviti cartacei. Un’altra nota dolente dei matrimoni è quella inerente le bomboniere. In genere, si scelgono oggetti che non servono a niente e che, quasi sempre, sono molto costosi. Una valida alternativa alle bomboniere ingombranti e costose è quella offerta dalle onlus e dalle associazioni di volontariato che realizzano oggetti molto graziosi facendo della beneficenza. Anche sull’abito da sposa è possibile risparmiare. Il risparmio più grande sugli abiti da sposa si può ottenere prendendoli a noleggio; per chi, invece, non vuole rinunciare a conservare l’abito del matrimonio l’alternativa potrebbe essere quella di acquistarli in un outlet dove, spesso e volentieri, vendono abiti di fine stagione a metà prezzo.

Risparmiare su ricevimento, auto e foto: ecco come

Uno dei costi più impegnativi di un matrimonio è, senza dubbio, quello del ricevimento. Se i futuri sposi sono giovani e allegri, è possibile pensare ad un ricevimento alternativo organizzando un pic nic in campagna. Se, invece, gli sposi sono più tradizionali la strategia per risparmiare è quella di organizzare il ricevimento in agriturismo oppure nel classico ristorante evitando, però, di sposarsi nei fine settimana. Tra le spesse accessorie previste per il matrimonio, infine, ci sono quelle legate all’automobile e alle fotografie. Fittare un’auto da sogno, infatti, può costare anche duemila euro mentre chiederne in prestito una ad un amico benestante non costa nulla. Un discorso a parte, invece, va fatto per le foto. L’ingaggio di un professionista oscilla tra i duemila e i diecimila euro. Spesso, inoltre, sulle fotografie non si bada a spese anche perché i neosposi conservano l’idea, -giusta per la verità – che le foto resteranno l’unico ricordo del giorno più bello. L’unico modo per risparmiare, in questo caso, è affidarsi agli invitati, specialmente quelli più giovani. Gli adolescenti, infatti, hanno una particolare attitudine per le fotografie e per i programmi di ritocco, mostrando – in molti casi – di non avere nulla da invidiare ai fotografi professionisti.

Foto: WONG SZE FEI – Fotolia

Consumatori consapevoli e fair trade

Il nuovo modo di compra-venditaFare commercio non è uguale in tutte le zone del mondo. Ci sono aree del globo, infatti, dove avviare e mantenere un’attività commerciale è più difficile che altrove. In genere, si tratta dei paesi che si trovano nella zona sud del mondo. Quelli, cioè, che per una serie di vicissitudini storiche, politiche e sociali da sempre versano in condizioni di povertà e di instabilità.

Dall’Inghilterra arriva il fair trade

Per tutti coloro che avviano un’impresa o una semplice attività commerciale in qualche paese del sud del mondo, le associazioni dei commercianti e dei consumatori prevedono una legislazione diversa rispetto a chi, invece, si trova ad operare in paesi economicamente più sviluppati. I lavoratori e gli imprenditori del sud del mondo, infatti, hanno la possibilità di operare in condizioni più vantaggiose. Ad esempio, possono usufruire di agevolazioni per quanto riguarda gli scambi commerciali tra un paese e l’altro oppure possono ottenere dei vantaggi fiscali più consistenti rispetto agli imprenditori che si trovano nella parte alta, per così dire, della terra. Tali iniziative sono state in parte già avviate per consentire a questi lavoratori di operare in condizioni di assoluta parità rispetto ai coetanei che operano in paesi più sviluppati. In quest’ottica è stato avviato il cosiddetto processo di fair trade. Tale processo serve a livellare le condizioni economiche dei lavoratori dei paesi meno sviluppati con quelli dei lavoratori sviluppati. Coloro, infatti, che operano in zone disagiate in genere subiscono situazioni di svantaggio rispetto agli altri. Il fair trade serve proprio a fare in modo che queste persone escano al di fuori della loro precarietà ed instabilità lavorativa ed acquisiscano maggiore sicurezza tanto economica che psicologica.

Maggiore equità in nome del fair trade

L’attività del fair trade, dunque, serve a fare in modo di creare una sorta di equilibrio nell’ambito degli scambi commerciali internazionali in modo da realizzare, almeno da un punto di vista economico e commerciale, maggiore parità tra la parte meridionale e quella settentrionale del mondo. Il fair trade, inoltre, pone l’accento su un problema grave ed importante. Quello, cioè. Che riguarda i lavoratori sfruttati e sottopagati che operano nelle zone povere del mondo per mezzo di aziende grandi e ricchissime. Non tutti i consumatori, infatti, sono a conoscenza del fatto che la manodopera dei prodotti che acquistano per mano di grandi aziende multinazionali è realizzata da lavoratori schiavizzati e pagati a basso prezzo che, versando in condizioni di miseria e di precarietà, sono costretti ad accettare qualsiasi lavoro pur di avere qualcosa da mangiare. Il fair trade, quindi, oltre ad arginare questi fenomeni di abuso da parte delle multinazionali a discapito dei paesi del sud cerca, inoltre, di informare i consumatori dell’esistenza di queste realtà. In quest’ottica, quindi, il fair trade non mira a sensibilizzare i consumatori per evocare sentimenti di pietà nei confronti dei lavoratori del sud del mondo ma piuttosto ha l’obiettivo di sensibilizzarli al fine di promuovere e rilanciare un’economia nuova basata sulla libertà e sulla giustizia del lavoro nazionale ed internazionale, nonché sull’equilibrio degli scambi commerciali.

Foto: Rofeld/Hempelmann

Vivienne Westwood e l’estetica punk

Vivienne WestwoodPer qualcuno la moda è solo un modo come tanti altri di fare soldi e mettersi in commercio; per altri, invece, la moda è uno stile di vita, è un mezzo di comunicazione e – più in generale –uno strumento di orientamento e di mobilitazione delle masse. A questo secondo concetto di moda fa sicuramente capo una delle icone mondiali della moda: Vivienne Westwood.

Vivienne Westwood e la moda come mezzo per ribellarsi

Vivienne Westwood inizia ad entrare in contatto con i vestiti e con la loro creazione sin da giovanissima. Nata e cresciuta a Londra, Vivienne non si riconosce nel perbenismo e nella serietà dei suoi concittadini e pensa ai vestiti come ad un mezzo adatto per ribellarsi a quel finto perbenismo da cui è circondata. Così decide di aprire una boutique nella celebre King’s Road che diventa, da quel momento, il simbolo dell’altra faccia di Londra. Una Londra molto diversa dai visi candidi e i capelli dorati delle ragazze di Chelsea e, in compenso, decisamente trasgressiva fatta di capelli colorati e vestiti eccentrici. Vivienne Westwood inizia a creare una moda alternativa, una moda elettrica fatta di abiti coloratissimi e bizzarri che rappresentano un vero e proprio schiaffo alla serietà e la raffinatezza tipica degli inglesi. Vivienne Westowood crea vestiti per ribellarsi nei confronti di una società nella quale non si riconosce ma all’interno della quale vede persone diverse che, pur di essere accettate, si adattano ad essere qualcuno che in realtà non sono. Vivienne Westwood, dunque, crea una moda punk, decisamente nuova e trasgressiva per voltare pagina all’interno di una società ancora oppressa dai rigidi schematismi del conformismo. Così le strade di Londra, all’inizio degli anni ’70, iniziano a popolarsi di giovani che indossano giubbini in belle, borchie e magliette eccentriche che spesso sono in sintonia con un colore di capelli che diventa, con il passare del tempo, sempre più acceso e schockante.

La Westwood e McLaren uniti all’insegna del punk

Lo stile punk della Westwood, nel giro di pochi anni, esce fuori i confini della Gran Bretagna, attraversa l’Europa e arriva negli Stati Uniti. In particolare, a New York approda la moda punk della Westwood. E’ in questa città, infatti, che – analogamente a Londra . si respira il desiderio di novità e ribellione dalla serietà della classe politica e borghese dominante. La voglia di cambiamento a New York passa prima attraverso la musica e – successivamente – esplode nella moda punk esportata dalla Westwood. Proprio a New York, infatti, Vivienne Westwood sposta Malcom McLaren. Il loro matrimonio, in realtà, va ben oltre l’unione religiosa: Vivienne e Malcom, infatti, sono uniti anche nello spirito, nelle idee e soprattutto nel desiderio di trasgredire la società per mezzo della moda punk. Il sodalizio con McLaren, così, si rivela fondamentale per l’evoluzione del punk londinese che, arrivato a New York, esplode in t-shirt stampate ma anche in borchie e dettagli metallici che, da quel momento, diventeranno il simbolo per eccellenza della moda punk. Ancora oggi, Vivienne Westwood rappresenta con i suoi abiti l’icona mondiale di una moda decisamente anticonformista.

Foto: S Hagebusch – Fotolia

Ricordando Francois Truffaut

Francois TruffeautFrancois Truffaut è stato uno dei nomi di spicco del cinema francese. Uomo camaleontico ed elegante, Francois Trufeaut fu attore, regista, produttore e sceneggiatore. Un tuttofare del cinema dalla personalità carismatica che, a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta, ha rivoluzionato completamente il tradizionale modo di intendere il cinema francese gettando le basi per la gloriosa epoca del cinema americano.

La vita di Francois Truffaut

La vita personale di Francois Truffaut sembra rispecchiare quella dei suoi film. Nato a Parigi da una madre bella ma giovanissima che dichiara di averlo concepito con un architetto parigino. In realtà, quest’uomo da cui il celebre attore francese ha ereditato il cognome, non era il suo padre naturale. Francoius Truffaut scoprì la verità circa la reale identità di suo padre solo in tarda età quando, cioè, ingaggiò un investigatore privato affinchè gli rivelasse il vero nome di suo padre scoprendo, infine, che si trattava di un dentista ebreo. Francois Truffaut, tuttavia, non volle mai rivelare al suo padre naturale la propria esistenza confessando pubblicamente di non voler creare problemi al suo padre adottivo. La vita di questo attore, in realtà, è molto importante per capire da dove e come nasce la sua profonda passione per il cinema. L’incontro con sua nonna, in particolare, con la quale Francois trascorre gran parte dell’adolescenza e dell’infanzia, si rivelò fondamentale. Fu la nonna, infatti, ad avvicinarlo ai libri, alla lettura e – di conseguenza – al cinema. Francois Truffaut ha raccontato spesso di aver trascorso un’infanzia solitaria, fatta di rimproveri da parte di una madre che lo costringeva al silenzio e, quindi, alla lettura come unica fonte di svago.

La lunga gavetta e il successo di Truffaut

I primi film che vede lo emozionano moltissimo e, per questo motivo, si avvicina in breve tempo al cinema, prima come spettatore poi come protagonista. Il successo vero e proprio, tuttavia, arriverà dopo una lunga gavetta. Francois Truffaut, infatti, si avvicina al cinema prima attraverso la carta stampata iniziando a recensire film e opere cinematografiche per una rivista parigina, poi come regista. Dopo varie pubblicazioni, alcune delle quali poco fortunate, fonda una società di produzione. Alcuni film conoscono immediatamente un grande successo come I Quattrocento colpi e Baci rubati e Francois Truffaut esce finalmente da un periodo piuttosto cupo durante il quale ha più volte desiderato la morte. La sua produzione cinematografica nasce da una profonda conoscenza della materia che diventa il suo lavoro. Francois Truffaut, infatti, era un uomo profondamente colto ed intelligente capace di scorgere nel cinema una delle manifestazioni più alte che la ragione umana è in grado di manifestare. A lui si deve, inoltre, anche il successo di Hitchcock in Amercica. Truffeau, infatti, era profondamente appassionato dei film di Hitchcock e contribuì alla loro divulgazione in America, un paese che in realtà non aveva mai mostrato prima di Truffaut grandi apprezzamenti nei confronti del celebre regista britannico. Proprio ad Hitchcock, infatti, Truffeau dedicò una pubblicazione nella quale si dedicò ad un’analisi letteraria, minuziosa, tecnica ed appassionata di ogni film di Hitchcock.

Foto: icholakov – Fotolia

Cortometraggio: istruzioni per il fai da te

Come si produce un cortoIl cortometraggio è un film breve. In genere, infatti, la sua durata è di circa quindici minuti anche se ci sono cortometraggi che possono durare più di mezz’ora. La durata del cortometraggio, in effetti, è da molti anni oggetto di discussione tanto è vero che in Italia è stata fatta addirittura una legge che stabilisce la lunghezza massima di un corto in settantacinque minuti.

Cortometraggi da professionisti o fai-da-te

Esistono molti tipi di corti: alcuni, infatti, sono realizzati da produttori professionisti che investono in questi lavori per partecipare a festival ed eventi; altri, invece, sono realizzati per divertimento da giovani più o meno professionisti che si cimentano nella difficile arte della produzione cinematografica. Per realizzare un corto senza investire un capitale è fondamentale possedere una buona dose di fantasia. Innanzitutto, ci deve essere un autore che idea e scrive una storia; poi, è fondamentale la presenza di un regista capace di sintetizzare la storia creata dall’autore e di creare una scena adatta alla sua realizzazione. Il lavoro del regista, quindi, è fondamentale affinché la storia possa essere compressa in pochi minuti senza perdere il suo significato. Per quanto riguarda la realizzazione pratica dell’idea dell’autore e dell’abilità del regista è fondamentale ingaggiare due o tre attori che saranno, quindi, i protagonisti del corto. La scelta degli attori, proprio come per i film, è fondamentale per la riuscita stessa del corto. Un attore deve essere espressivo e comunicare delle emozioni e delle idee attraverso il proprio volto.

Come realizzare un cortometraggio fai-da-te

Un discorso a parte va fatto per i costumi necessari alla realizzazione del corto. Nel caso in cui si ci voglia cimentare nella produzione di un corto fai-da-te è possibile arrangiarsi con costumi e accessori che si possiedono già. Se, ad esempio, i protagonisti del corto sono dei ragazzi impegnati in un intrigo amoroso è possibile scegliere vestiti pratici come jeans e magliette colorate, senza mai strafare. E’ importante, infatti, che anche nel corto non si comunichi mai la sensazione di voler rappresentare un mondo troppo diverso o comunque altro rispetto alla realtà che si vive. Lo strumento fondamentale per realizzare il corto, infine, è la telecamera. Se il corto è un prodotto fai-da-te nato da idee di persone che non si occupano di cinema in modo professionale, è possibile utilizzare una videocamera di fortuna come quella di un cellulare, di un tablet o di qualsiasi altro strumento tecnologico. Per quanto riguarda la realizzazione della scena, poi, non è importante realizzare una scenografia ex novo. La scena, infatti, potrebbe esistere già: in una piazza, in una stradina del centro storico di un paesino del sud potrebbero rivelare molti più effetti speciali di quanto si potrebbe immaginare. Nella realizzazione di un corto fai-da-te, dunque, il vero protagonista deve essere l’intelletto unito alla fantasia. Una buona dose di creatività e di spirito d’iniziativa accompagnata dalla volontà degli attori di volersi mettere in gioco sono elementi più che sufficienti per realizzare un filmato divertente e intelligente degno di partecipare ad un festival per cortometraggi.

Foto: raven – Fotolia